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Io, Erika ed il nostro amico Nicola...
Scritta da: cammellomonello (1)

Io, Erika ed il nostro amico Nicola...

Questa avventura mi è capitata un bel po di tempo fa: stavo con una ragazza della mia città che studiava fuori, Erika (i nomi sono inventati), e la andavo a trovare spesso nel fine settimana.
Tra me e lei non era una cosa seria, ma in quanto a sesso ci completavamo bene: lei giovane e porca, io fissato per l'anal l'avevo introdotta a questo piacere e lei gradiva molto, si era messa con me che era vergine dietro, ma dopo che glielo avevo fatto provare era lei a chiedermi ogni volta di incularla a fine trombata, per poi venirle in faccia o in bocca.
Nella città dove lei studiava avevamo fatto amicizia con Nicola, un ragazzo che aveva un paio di anni più di lei ed un paio meno di me.
Un pomeriggio ci trovammo a casa di Nicola, che viveva da solo, e cominciammo a bere vino. Dopo un paio di bottiglie l'atmosfera iniziò a riscaldarsi: Erika mi si strusciava addosso dicendo che aveva voglia e che dovevamo tornare a casa sua per dedicarci a noi, di rimando Nicola la provocava – c'era molta confidenza tra noi – sfidandola: “Che c'è, ti vergogni a fargli un pompino in mia presenza? Guarda che non mi scandalizzo mica!”
Io appoggiavo Michele, pregustando già la situazione... Infatti di lì a poco Erika raccolse la sfida, mi tirò fuori il cazzo ed iniziò a spompinarmi lentamente!
Io mi misi comodo e la lasciai fare, Nicola intanto si massaggiava il cazzo da sopra i pantaloni.
Gli feci un cenno di intesa, lui se lo tirò fuori e prese a masturbarsi, elogiando nel frattempo Erika per la sua perizia nello spompinare.
Venne a mettersi più vicino per godersi meglio lo spettacolo, ed Erika, che non era per niente imbarazzata, mi disse che voleva che la scopassi sotto gli occhi dell'amico.
A quel punto io le risposi: “Ti piace fare la troia? Beh, ti faccio fare la troia fino in fondo: non ti scopo ma ti sfondo il culo!”
La girai, chiesi a Nicola se avesse della vaselina o dell'olio per massaggi, che lui aveva, la lubrificai per bene e le sparai il mio membro nel retto, cominciando a pomparla come un ossesso.
Nicola si era fatto più vicino, ci girava attorno e si metteva a pochi centimentri da noi, per vedere meglio il mio cazzo che entrava ed usciva dal culo di Erika che gemeva in continuazione.
“Che gran porca che sei, Erika – diceva Nicola – l'ho sempre sospettato e vorrei stare io al posto del tuo ragazzo!”
Nel frattempo si teneva in mano il cazzo ormai durissimo e si masturbava.
Io, che stavo inculando Erika a pecorina, gli feci l'occhiolino e con la testa gli feci cenno di mettersi di fronte alla faccia della mia ragazza.
Lui eseguì, ed in pratica si stava facendo una sega a pochi centimetri dal suo viso, continuando a ripeterle quanto fosse bona e porca e quanto la situazione gli piacesse.
A quel punto farlo partecipare era la soluzione più ovvia, ma Erika non prendeva l'iniziativa, forse per paura di spingersi troppo oltre il limite.
Allora fui io a muovere le acque, dicendo: “Erika, ma guarda il nostro amico come si sta sparando una bella sega! Non è che si stancherà troppo? Sarà mica il caso che tu gli dia una mano?”
La bella troia non aspettava altro!
Al posto di dargli una mano, gli diede direttamente la bocca, accogliendo il cazzo di Nicola tra le labbra e cominciando un bel pompino!
Visto che stando dietro non mi godevo appieno la scena, cambiammo posizione: io mi sedetti su una poltrona mettendomi Erika a cavalcioni, faccia a faccia con lei ma sempre col mio cazzo piantato nel suo culo.
Da lì vedevo benissimo la mia troia che succhiava il cazzo al nostro amico, che dopo poco iniziò a dire che stava per venire.
Io lo rassicurai: “vieni dove vuoi: la mia troia ama sia farsi sborrare in faccia che ingoiare!”
Nicola lo tirò fuori e sparò tre schizzi in faccia ad Erika, quindi le mise una mano sulla nuca e le infilò la nerchia fino in gola sborrando tutto ciò che aveva nei testicoli.
La mia ragazza bevve tutto, pur avendo un mezzo conato dovuto al deep throat!
A quel punto ero io a non resistere più, dopo quella celestiale visione: le assestai altri due colpi di nerchia in culo, poi la misi in ginocchio sborrandole in faccia.
Avevamo perso ogni inibizione.
Passammo l'intera giornata a scopare, alternadoci nella bocca, nella figa e nel culo di Erika e sottoponendola ad estenuanti doppie penetrazioni. Ricoprimmo più volte la sua faccia di sborra e lei si produsse in vari ingoi, al punto che durante una pausa Nicola le disse: “Erika, vuoi qualcosa da bere?” e lei rispose: “no grazie, per oggi ho bevuto già abbastanza sborra!”
Mentre ci facevamo l'ultima scopata della giornata, Nicola le era sotto e la stava stantuffando nel culo mentre lei mi spompinava, la stessa posizione da cui nacque tutto ma a ruoli invertiti.
A me venne un'idea perversa: passai dietro, e non senza fatica le inserii anche il mio cazzo nel culo, iniziando a spingere come un ossesso.
La mia ragazza iniziò a urlare che la stavamo sfondando, ma che non aveva mai goduto come allora!
Non durò molto, perchè io e Nicola venimmo quasi conteporaneamente, riempendole il retto di sperma caldo.
I giorni successivi Erika, al telefono, mi rimproverava scherzosamente che dopo quel trattamento non aveva potuto frequentare per tre giorni le lezioni all'università, poiché non poteva stare seduta tanto le avevamo rotto il culo!
Però da quel giorno iniziò una bella storia a tre: in pratica Erika divenne la ragazza mia e di Nicola.
Quando erano soli su all'università scopavano tra di loro, quando Erika era in città scopavamo io e lei, e quando eravamo in tre, ossia quando io andavo a trovarla fuori sede, trombavamo assieme.
La cosa ebbe anche un inaspettato risvolto positivo: Erika raccontò tutto alla sua amica del cuore, Antonella, che a sua insaputa mi contattò, e comiciai una tresca anche con lei, coinvolgendo una volta anche Nicola per una scopata a tre.
Dopo un po' con Erika finì, lei si mise con un altro e si sposò con lui, dal quale ebbe due gemelli.
Anche Antonella, che era già fidanzata all'epoca, si sposò col suo ragazzo ed ebbe un figlio (per fortuna non mio!), ma abbiamo continuato a vederci: ogni tre o quattro mesi mi chiama, se ha poco tempo a disposizione ci scappa un pompino veloce con ingoio, altrimenti me la porto a casa e ci divertiamo per un paio di ore... Una volta era all'ottavo mese di gravidanza, me la portai a casa e me la inculai alla grande!
Ogni tanto mi capita anche di rivedere Erika a spasso col marito e con i due passeggini: penso sempre che dalla sua figa sono uscite due creature in successione, ma nel suo culo sono entrati due cazzi contemporaneamente!

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