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La sorella di mia mamma
Racconto una storia vera che ho vissuto 5 anni fa. Mi sono deciso a raccontarla perché dopo 5 anni, proprio in occasione delle ultime festività pasquali, quella storia ha avuto un seguito. Innanzi tutto mi presento: Sono Armando. Ho 32 anni, sposato con una bella ragazza ed ho una figlia. Sono ed ero un bel ragazzo, almeno così dicono: simpatico e fisico atletico. Sessualmente discretamente ben dotato: 20 cm.- Sono siciliano come tutti gli altri protagonisti. 5 anni fa, dovevo compiere 27 anni, lavoravo presso una ditta privata ed ero sposato da un anno. Ho avuto l'opportunità di essere assunto presso un istituto di credito e, prima di prendere servizio effettivo, dovevo partecipare ad un corso formativo di 3 mesi, da maggio a giugno, a milano. Fortunato perché in quella città abitavano e abitano tutt'ora i miei zii: Zia Stefania, sorella minore di mia mamma, e il marito, zio Tony. A loro telefonai per avere informazioni dove poter alloggiare tenendo conto dell'ubicazione della sede dove avrei dovuto fare il corso. Non ne vollero proprio sapere. Pretesero che andassi da loro. Era capitato altre volte a me, ai miei o ad altri parenti di andare a Milano e stare da loro, ma solo per qualche giorno. Per 3 mesi pensavo di recare disturbo. "Ma che vai dicendo? Non lo devi neanche dire. Mi offendo" mi rimproverò più volte la zia. Altrettanto mio zio il quale mi desse: "Bene così almeno per 3 mesi fai compagnia alla zia che è quasi sempre sola. Almeno spero per poco se è vero che presto potrò andare in pensione". Infatti faceva l'autista per una ditta di trasporti internazionali e a volte stava fuori settimane intere. E così fu. Inoltre, fortunatamente, il caso volle che la sede del corso non fosse neanche tanto distante. Nonostante la lontananza con i miei zii ero in confidenza. Specialmente con la zia Stefania. Scendevano in Sicilia ogni estate e, qualche volta, pure per le feste natalizie o quelle pasquali. La zia Stefania, 2 anni più giovane di mia madre, era, 5 anni fa, una cinquantatreenne tutt'altro che sfiorita: ben messa, ma non grassa, con le carni ancora sode e un paio di tette tutt'altro che cadenti. Un paio di cosce piene e ben tornite e un gran bel culo. Ma di lei quello che mi ha sempre turbato è il suo viso, con la sua mimica, le sue smorfiette e quello che sa trasmettere il suo sguardo accattivante. A volte, oserei dire, provocante. Le prime 3 settimane tutto normale. La zia mi coccolava, anche lo zio quelle poche volte che era a casa. La sera quando rientravo, il tempo di bella doccia e poi a tavola per la cena discutendo molto. Gli argomenti non mancavano. Col passare dei giorni, sarà stata la lontananza da mia moglie e la lunga astinenza, magari sarà stata impressione mia, ma in ogni gesto, in ogni movenza e, soprattutto nel suo modo di guardarmi mentre mi ascoltava, riscontravo una provocazione. Visto poi quello che è successo non era solo impressione mia. Fra l'altro spesso, in assenza dello zio, girava per casa, come se niente fosse, indossando solamente una vestaglia leggera e trasparente su mutandine di pizzo e reggiseno. Io naturalmente, istintivamente, vergognandomi, ero portato a guardare le sue forme in bella mostra. Lei se ne accorgeva e non faceva niente per evitare. Un venerdì pomeriggio, era l'inizio di giugno, rientrai a casa con fastidioso mal di gola. Subito la zia si diede da fare telefonando al suo medico il quale consigliò degli antibiotici da prendere ogni 6 ore, in considerazione del fatto che il lunedì successivo non potevo assentarmi dal corso e che quindi avevo solo 2 giorni per curarmi a dovere. Alle 10.00 presi il primo antibiotico e andai a letto. La zia ha insistito perché fosse lei a svegliarmi alle 4,00 del mattino per il secondo antibiotico. Ero abituato a dormire con maglietta e slip. Fra l'altro incominciava a fare caldo e, magari involontariamente, quando la zia accese la luce e mi svegliò ero quasi del tutto scoperto. Ero pure in stato di erezione e il cazzo non stava più dentro gli slip. Presi l'antibiotico dal palmo della sua mano e lo portai in bocca; presi il bicchiere con l'acqua dall'altra sua mano e bevvi ingoiando l'antibiotico. Lei guardava lì rossa in viso. Io mi vergognavo. Il suo sorrisino e il leggero movimento del suo mento, da destra a sinistra e viceversa, con la bocca leggermente socchiusa, non lasciavano dubbi circa i suoi desideri morbosi. Gli occhi mi andarono sulle sue cosce sotto la leggerissima camicia da notte. "Come ti senti? Va un po meglio?" "Si" "Già ha fatto effetto quello di ieri sera. Con quest'altro sicuramente andrà ancora meglio". Non potevo immaginare: Invece di spegnere la luce e ritornare a letto, sedette sul bordo del mio lettino accanto a me e mi toccò la fronte con la mano sinistra. "Fortunatamente non hai febbre". Ma il suo sguardo ritornò lì. Il mio sulle sue cosce. Notai pure che non aveva il reggiseno e sotto la camicia da notte trasparente erano ben visibili le sue grosse tette. I capezzoli erano grossi,dritti e duri. Silenzio e imbarazzo. Poi: "Ma che malloppo ti ritrovi sotto questi slip?" "Zia ma che..." Non mi diede nemmeno il tempo di finire la frase, ammesso che volessi dire qualcosa, che portò la mano destra sul malloppo. "Mm che ben di dio che hai!" "Zii... così mi fai..." "Che ti faccio così? Eh?". Tirò giù gli slip e il mio cazzo, duro come una barra di ferro, scattò fuori come una molla. "Porca miseria!" esclamò. Lo impugnò segandolo lentamente e disse: "Lo sai che Teresa è proprio fortunata" (Teresa è mia moglie). Mi gustavo la sega e guardavo in mezzo alle sue cosce che lei dischiudeva e chiudeva lentamente. Con l'altra mano prese a palparmi le palle. "Sono piene. Devi sfogarti altrimenti ti scoppiano" "Zia Ste.. mi stai provocando. Non vorrei che succedesse qualcosa di irreparabile" "Cosa vuoi che succeda di irreparabile". Che sguardo da troia! Al che allungai la mano fra le sue cosce. "Ahaa! Come fai a resistere tutto questo tempo senza la passera di tua moglie? Mi fai pena a volte.." Arrivai con la mano sulla fica e spostai l'orlo delle mutandine. Era un lago. Presi a giocare col suo clitoride. "Mmmm. Ohoooo. Porcellino. L'avevo capito che sei un porcellino. Sai?" "E tu zi che sei? Sei una gran troia?" Mi guardo com quel suo sguardo che da solo è capace di farti venire e disse: "Tu che dici? Lo vuoi vedere da te?" Si chinò e prese a leccarlo strappandomi gemiti di piacere. Si soffermò sulla cappella giocandoci con la lingua e le labbra. Poi me lo leccò per tutta la lunghezza. Si soffermò sulle palle mordicchiandole, guardandomi sempre con quel suo sguardo. Risalì e lo imboccò. "Oho zia che pompinara che sei! Lo zio è proprio fortunato con una troia come te". Mi spompinò per un minuto e stavo già per venire. La troia lo capì. e lo sfilò dalla bocca, si alzò, si sfilò le mutandine, ed io gli slip, e mi cavalcò sollevandosi la camicia da notte. Lei stessa lo indirizzò sulla fica e si abbassò sospirando di piacere. "Ahaaa. Ohooooo. Che cazzo! Mi sento sfondare tutta" Prese a roteare il bacino appoggiandosi con le mani sul mio petto. Andai con le mani a sfilarle la camicia da notte e se la fece sfilare alzando per un attimo le braccia. Presi a giocare con le sue tette strizzandole i capezzoli. Il mio cazzo era tutto dentro di lei e se lo gustava continuando a roteare il bacino finché con un grido mi fece capire che stava per godere. "Siii. Ohoooooo. Sii" Prese a muoversi su e giù freneticamente e si chinò su di me. Presi a muovermi pure io sincronizzando i miei movimenti ai suoi e quando le porsi la lingua se la ficcò in bocca succhiandola con avidità. "Godooo. Godooooo. Porca miseria che goduria che provo! Siiii, Vengooooo"-- Non finì lì perché restammo a baciarci e leccarci ancora per un po e lei continuò a muoversi ancora su di me finché anch'io non resistetti più. Presi a muovermi velocemente. Lei si fermò. "Vienimi dentro. Riempimi di sborra. utta quella che hai nei coglioni" "Si zia vengoo. Ahiiiiii"- Mi ficcò la lingua in bocca e sborrando gemetti nella sua bocca. "Oho com'è bollente! Mi sento piena. Godo ancora" disse gemendo pure lei nella mia bocca. Continuammo a slinguarci per qualche secondo e poi si alzò, prese la camicia da notte da terra e, coprendosi la fica per evitare che la sborra le colasse fra le cosce e a terra, si avviò in bagno dicendomi di non muovermi. E dove dovevo andare? In quei pochi minuti della sua assenza convenni con me stesso che una bella scopata ci voleva proprio. <<Che zia porca>> pensai. Quando ritornò, sorridendo, mi chiese se mi ero sfogato almeno un po. Risposi di si e lei: "Così almeno senti di meno la lontananza da tua moglie" "E tu di tuo marito" Si mise a ridere e si chinò. "Ti pulisco io a modo mio" Impugnò il cazzo mezzo moscio e prese a leccarlo. Dopo, facendomi spostare, si sdraiò al mio fianco. Immaginate due persone adulte su un lettino ad una piazza. Io supino e lei sul fianco sinistro e la coscia destra a strusciarsi sul mio cazzo. Guardai la sveglia, erano le 5,15.- "Vuoi riposare così con la luce accesa?" Disse. "Come devo riposare se me lo stai menando con la coscia?" Si mise a ridere e ritraendo la coscia lo prese in mano. "Ma che torello sei? Cosa hai bisogno per svuotarti completamente? Non mi dire che hai ancora voglia!" "Tu che dici? Perché tu no? Che ne dici se ti leccassi un po la fica?" "Che nipote porcellino! Scommetto che vuoi pure che ti faccia un bel pompino? E va bene! Tanto più tardi arriva lo zio e per tre giorni non lo possiamo fare più". Si sistemò sopra di me dando inizio ad un frenetico 69. Subito il mio cazzo tornò voglioso come prima e lei prese a dimenarsi e gemere mentre me lo succhiava. "No, lì no" "Perché non ti sta piacendo?" "Non lo so. Si, ma non ti mettere strane idee in testa" "Perché" "Perché ce l'hai grosso e mi faccio male" "Ma ti sta piacendo?" chiesi continuando a leccarle il culo e agiocare con le mani con la fica. Poi le infilai due dita dentro nella fica, presi a succhiare il clitoride e, lentamente ma decisamente, penetrai il pollice dell'altra mano nel suo culo. Si dimenava come una gatta in calore e venne nella mia bocca gridando di piacere. Mi sfilai da sotto e mi piantai dietro di lei rimasta nella stessa posizione. Le strofinai il cazzo fra le chiappe mentre si godeva gli ultimi spasmi di un orgasmo lunghissimo. "Zi, hai un culo che la fine del mondo" "No, non voglio" "Perché?Non mi dire che ce l'hai vergine?" "No,ma il tuo è molto più grosso di quello dello zio" . Glielo leccai ancora e impazzi di piacere. Non ebbe il tempo di ulteriori proteste che subito le infilai dentro la cappella. "Ahiii. Mi fai male. Esci"- Presi a giocare col suo clitoride e non appena sentii i primi gemiti di piacere, affondai di più finché non glielo infilai tutto dentro. "Ahiiii. Che porco che sei. Me lo stai sfondando tutto. Ce l'hai troppo grosso per metterlo in culo". Presi a scoparla per bene e non appena incominciò a godere le chiesi: "Zi, un culo stupendo come il tuo merita un cazzone come il mio. Vero Zi?" "Siiiii" " Zi, ti piace nel culo?" "Si, sfondamelo tutto. Ancora, ancora"-- Ebbe un orgasmo devastante e quando le inondai l'intestino di sborra godette ancora. I tre giorni che lo zio trascorse a casa sembrarono interminabili. Dal giorno in cui ripartì sembrò naturale, non poteva essere altrimenti, c he dormissimo insieme nel suo letto matrimoniale e ogni volta che lo zio ritornava era una tortura. Solo una volta, mentre lui dormiva profondamente, venne a trovarmi nella mia stanza e mi fece un pompino bevendo tutta la mia sborra. Tutto sommato passai 3 mesi fantastici. Alla fine del corso ripartii definitivamente e quando sentii la zia a telefono mi disse che senza il mio cazzo si sentiva vuota. Andiamo ad oggi. Dicevo che gli zii sono venuti in Sicilia, per una settimana, in occasione delle festività pasquali del 2014.. Si decise, in famiglia, di trascorrere, come tradizione vuole, il giorno della pasquetta in campagna. Ma dove? Venne alla zia Stefania l'idea di trascorrerla nella casa al mare dei miei nonni(i genitori della zia e di mia madre). Il punto era che si doveva andare a dare una sistemata e fare una bella pulizia. Mia mamma e mia sorella e mia moglie dovevano preparare il pranzo di pasqua. Chi doveva andare se non la zia Stefania? E chi la doveva accompagnare se non io? Ci andammo sabato, vigilia di pasqua. Già in macchina mi disse: "Che fa ora che sono quasi una sessantenne non ti piaccio più? Guarda le mie cosce. Sono come prima. Tu ci trovi differenze?". Allungai la mano. "Si, sono sode come prima, hai ragione. E il tuo culo com'è?"- Rise. "Perché non lo constati da te non appena arriviamo?" L'ho constatato e vi posso garantire che era bello, rotondo e sodo come prima. Passammo un paio di ore a scopare come matti. Naturalmente facemmo pure le pulizie. Prima di fare ritorno mi fece un altro pompino. Il giorno della pasquetta il tempo non era dei migliori e qualcuno non voleva andare al mare. La Zia Stefania si incazzò. "Ma che vi siete mosso in testa? Io mi sono fatta un culo così a pulire" Aveva proprio ragione. Mi guardò e mi sorrise..

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